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Cronologia

 

 

 1932 - 1934

 

 

         

1932

febbraio

 

 

Gli viene riconosciuto ufficialmente lo status di rifugiato politico.  Resterā sempre in Svizzera un esule “senza carte”.

1932

settembre

30/09/1932

 

Ultima lettera al fratello in prigione.

 

1932

ottobre

27/10/1932

 

Il fratello Romolo Tranquilli muore in carcere, a Procida, il 27 ottobre 1932, a 28 anni, per le lesioni ai polmoni in seguito alle torture, la fame, il regime di carcere duro  cui era sottoposto nelle varie prigioni in cui veniva trasferito.  “La prigionia e la morte di mio fratello sono rimaste il mio tormento intimo….č un genere di dolore difficile da comunicare”.

 

 

 

 

 

1933

aprile

 

Zurigo

Fontamara č pubblicato dall’editore Emil Oprecht,   con il sostegno di amici sottoscrittori, sollecitati da Aline Valangin,  in edizione tedesca, traduzione di Nettie Sutro.  Il romanzo riscuote consensi unanimi e immediati;  viene ripubblicato presso la Universum Bacherei di Basilea;  viene stampato in lingua originale, a Parigi, agli inizi del 1934.

 

 

 

 

 

 

1933

 

 

Zurigo

Ospite dal 1933 al 1944 del mecenate e amico Marcel Fleischmann (cui dedicherā La volpe e le camelie).  Fleischmann aiuta numerosi altri esiliati.  (Silone interromperā il suo soggiorno nella casa di Fleischmann molte volte per curare la malattia polmonare a Davos).  L’amore per Gabriella si era da tempo tramutato in grande affetto.

 

1933

giugno

 

 

Gabriella Seidenfeld ottiene nel giugno 1933 la cittadinanza svizzera, sposando pro forma un tipografo socialdemocratico, Eduard Maier, di 23 anni piu' grande di lei, da cui divorziera' nell'ottobre 1934.

 

1933

luglio

17/07/1933

 

Trotzky, dal transatlantico che lo porta dall'esilio in Turchia al breve soggiorno in Francia, scrive che Fontamara  "Dalla prima all’ultima riga č diretto contro il regime fascista in Italia, contro le sue menzogne, le sue violenze, le sue infamie.  Fontamara č un libro di appassionata propaganda politica; ma la passione rivoluzionaria si solleva qui a tale altezza da creare una vera opera d'arte."

 

1933

luglio

26/07/1933

 

In un appunto della polizia politica fascista del 26 luglio 1933 si segnala la recensione del "romanzo intitolato Fontamara, scritto da un emigrante italiano, Ignazio Silone e da questi dedicato in memoria dell'antifascista italiano Romolo Tranquilli, morto in prigione.  Il romanzo ha per sfondo la morte di un ‘cafone’ di Fontamara della Marsica d'Abruzzo, un certo Berardo, avvenuta per impiccaggione in un carcere di Roma.... l'articolo conclude ‘milioni di cafoni senza nome chiedono che dobbiamo fare? e questa e' la lava sotterranea incandescente che prepara il terremoto’. Silone Ignazio e' lo pseudonimo del comunista Tranquilli Secondino fu Paolo, ben noto al casellario politico centrale."

 

1933

 

 

Zurigo

Frequenta i fuorusciti Fernando e Giulia Schiavetti (figlia dell’ex direttore de La Voce Repubblicana). Stabilisce contatti con intellettuali e artisti zurighesi ed  esuli tedeschi,  alcuni di origine ebrea, come Francois Bondy: č in contatto  tra gli altri con Bernard von Brentano, Jean  Paul Samson, Arthur Koestler, Thomas Mann,  Martin Buber, Robert Musil. L’intellettuale  socialista R.J. Humm diverrā un suo grande estimatore  (tradurrā in tedesco La scuola dei dittatori).  Frequenta l’ambiente di C.G. Jung, il maestro svizzero di psicoanalisi. Frequenta il libraio ed editore Emil Oprecht (ex comunista),  giā editore di Information e poi di Fontamara

   

1934

gennaio

02/01/1934

 

Scrive a madame Oprecht : "E' bene che abbia cominciato il 1934 qui in montagna.  Lavoro e rifletto molto.. faccio ordine e chiarezza ... spero che questo mi servira' sia nel campo del lavoro che nella vita privata...nella mia vita comincia una nuova primavera."

 

1934

gennaio

25/01/1934

 

Il capo della divisione polizia politica sollecita la prefettura dell'Aquila a "dare disposizioni perche' sia sottoposta a controllo riservato la corrispondenza diretta al Tranquilli e ai parenti e noti amici di lui".

 

1934

giugno

 

 

Conosce Nicola Chiaromonte in Svizzera, che gli lascia una "forte impressione" e gli appare "immune dalla retorica dominante senza l'aiuto d'una tradizione politica familiare o di gruppo".

 

1934

giugno

 

Zurigo

Pubblica Viaggio a Parigi, in tedesco (nella traduzione di Nettie Sutro).

 

1934

giugno

12/06/1934

 

Scrive a Carlo Rosselli declinando l'invito a collaborarre a Giustizia e libertā.  Non vuole scrivere su "questioni di tattica" politica, perche' legate "all'azione immediata e alle possibilita' organizzative" da cui e' ormai fuori e perche' sui "problemi piu' vasti della crisi del socialismo" ha gia' scritto in passato "con la presunzione e la strafottenza mastroelementaresca del funzionario leninista".  "In ogni movimento disfatto e in ritirata vi sono dei militanti i quali vengono a trovarsi nella mia situazione:  senza collegamenti gerarchici con i resti superstiti ... essi continuano alla meglio a lottare contro il nemico in qualita' di franchi tiratori".

 

1934

giugno

 

Zurigo

Pubblica  Der fascismus, in tedesco (traduzione di Gritta Baerlocher, Europa Verlag, Zurich).  Il progetto di studio sulle origini del fascismo era stato elaborato nell'autunno del 1929, nel sanatorio di Davos, come proposto il 3 novembre 1929 alla segreteria del partito.

 

1934

luglio

31/07/1934

 

Il capo della Divisione polizia politica informa la Divisione Affari generali e riservati sulla pubblicazione di Der fascismus (“in cui l’autore attaccherebbe a fondo il regime fascista..”)

 

1934

novembre

02/11/1934

 

La recensione di Fontamara, da parte di Graham Greene, su The Spectator,   apre una estesa serie di autorevoli apprezzamenti internazionali del romanzo, famoso ormai in tutto il mondo, e non solo nell'ambiente dei fuorusciti dal fascismo e dal nazismo.

 

1934

novembre

08/11/1934

Davos

E’ a Davos.

 

1934

dicembre

03/12/1934

Lucerna

E’ a Lucerna, poi a  Basilea e Zurigo.   

 

1934

dicembre

 

Zurigo

Apre a Zurigo, con Gabriella Seidenfield, utilizzando i proventi di Fontamara, la "Libreria internazionale", con l'intento di contribuire all'elevazione della cultura degli immigrati.  La libreria non ottiene risultati e chiude l'anno seguente.

 

 


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